Francia, cosa succede ora dopo le elezioni: il rebus-maggioranza, il nome del premier e la tenuta dell'unità a sinistra - Il Fatto Quotidiano (2024)

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Francia, cosa succede ora dopo le elezioni: il rebus-maggioranza, il nome del premier e la tenuta dell'unità a sinistra - Il Fatto Quotidiano (1)

di Martina Castigliani | 8 Luglio 2024

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I porta a porta, i comizi e le spedizioni per sostenere i candidati in difficoltà. I volantinaggi nei quartieri più a destra, le campagne virali sui social cercando di parlare ai giovani e le chiamate martellanti per andare alle urne. Fino addirittura agli appelli dei calciatori dagli Europei. Quando la Francia, dopo un mese sulle montagne russe, ha deciso di consegnare alla sinistra la vittoria delle elezioni legislative, ai militanti del Nuovo Fronte Popolare sono passati davanti agli occhi i quindici giorni di campagna elettorale più schizofrenici di sempre. “Mi viene da piangere”, la reazione incredula di una delle migliaia di militanti de la France Insoumise. “C’est ouf” (“E’ incredibile”), titola la prima pagina di Libération per una delle edizioni che già si può considerare storica. Perché la rimonta della sinistra, mentre tutto il Paese si preparava all’ondata dell’estrema destra, può essere solo definita storica. Ora però, passata la sbornia per il successo insperato, si apre una delle partite più difficili di sempre. Senza una maggioranza assoluta, chi arriva primo può provare a dettare condizioni, ma è già condannato in partenza ai compromessi. L’Assemblea nazionale divisa in tre blocchi sarà governabile? Quale primo ministro può avere i numeri sufficienti per resistere? E il fronte unito delle sinistre reggerà alla prova, che sembra inevitabile, delle coalizioni? Come ogni giorno da un mese a questa parte, sono più le domande che le risposte. La Francia si muove in un terreno inesplorato, dove per la prima volta ci si sposta in Parlamento e il potere non è più soltanto delle mani del presidente della Repubblica. Lo ha detto anche il vero sconfitto di questo turno Jordan Bardella: “Si apre una fase nuova”. Tutto da oggi può essere diverso e non mancheranno altre prime volte. E, naturalmente, le sorprese.

Il rebus maggioranza – Al di là delle classifiche, i partiti oggi fanno i conti con i numeri di seggi effettivi ottenuti nell’Assemblea nazionale. I risultati definitivi dicono che la sinistra elegge 182 deputati, segue il partito di Macron Ensemble con 168. Solo terzo il Rassemblement National di Marine Le Pen con 143 seggi, ovvero 50 in più rispetto alla scorsa legislatura. Cosa significa nella pratica? Nessun blocco è arrivato alla soglia di 289 eletti per la maggioranza assoluta. Bisogna tenere presente che, in Francia, è possibile formare governi sostenuti da maggioranze relative e non è necessario che avvenga un voto di fiducia al momento dell’insediamento del premier. E’ il caso dell’ultimo governo Attal che, tra le tante cose, per far passare la riforma delle pensioni ha usato l’articolo 49.3 delle Costituzione (ovvero non ha chiesto il voto dell’Aula). Ma con blocchi ancora più vicini rispetto a quelli uscenti, il margine rischia di essere davvero molto sottile per chiunque voglia andare all’esecutivo. C’è una espressione che politici e commentatori stanno usando sempre di più nelle ultime ore: inizia una fase di “parlamentarizzazione” e meno “presidentalizzazione”. Per dirla più semplice: “Dovremo imparare a discutere e confrontarci perché l’Assemblea è divisa”, ha dichiarato il leader moderato dei socialisti Raphael Glucksmann. Che cosa vorrà dire, è presto per saperlo. Ma di sicuro la lotta tra gli estremi, da una parte e dall’altra, dovrà fare i conti con la necessità di trovare un punto di incontro in Parlamento.

Il nome del o della primo ministro – Il primo ostacolo sarà decidere su chi puntare per guidare il nuovo esecutivo. Jean-Luc Mélenchon lo ha detto dieci minuti dopo l’annuncio dei risultati: “Spetta al Nuovo fronte popolare governare”. Macron ha solo fatto sapere che serve “cautela” e già fra 24 ore sarà in partenza per gli Stati Uniti. Quindi, presumibilmente, ci vorrà tempo. L’unica data fissata è quella del 18 luglio, quando l’Assemblea nazionale dovrà votare il nuovo presidente. Chi deve guidare le danze? Se si guardano gli equilibri della nuova Assemblea nazionale, il primo partito è proprio la France Insoumise (subito dietro però i Socialisti). Ieri notte Mathilde Panot, ex capogruppo e rieletta degli Insoumis, intervenendo su BFMTV, ha dato qualche indicazione: “Il partito con più deputati proporrà agli altri membri del fronte popolare il nome che ha scelto. E lo faremo solo per applicare il nostro programma”. Insomma, potrebbe essere questa una strada: la France Insoumise porta il suo nome al tavolo delle sinistre e poi si cerca di mediare. Difficile, se non impossibile, che sia quello di Mélenchon. A meno che l’obiettivo non sia quello di spaccare. Dall’altra parte il primo ministro Gabriel Attal, dopo aver annunciato le sue dimissioni, è tornato in fretta e furia sulla linea che li ha portati a schiantare: ovvero estrema destra ed estrema sinistra sono “lo stesso” e non possono stare al governo. Ora la palla spetta di nuovo a Emmanuel Macron, che dovrà in qualche modo indicare la strada e disegnare la cornice entro cui muoversi. Sul fronte opposto Jordan Bardella, quello che per due settimane si è sentito già seduto a Matignon (il francese Palazzo Chigi), osserverà mangiandosi le mani. Ma neanche troppo: da un quadro di logoramento a sinistra, forse proprio l’estrema destra potrebbe raccogliere ancora e di nuovo vantaggi.

La tenuta della sinistra – Infine, ma non per importanza, c’è il tema della tenuta del Nuovo Fronte Popolare della sinistra. Sono nati in cinque giorni, subito dopo le elezioni Europee, e hanno firmato un contratto di legislatura. La tregua è stata sottoscritta intorno ad alcuni punti fondamentali, tra cui: abolizione della riforma delle pensioni di Macron, aumento del salario minimo e tasse ai più ricchi. Quel documento è, per ora, lo strumento che li tiene uniti, in un clima di tensione che già durante la campagna elettorale ha rischiato di farli (un po’) deragliare. Ma quando c’è un nemico comune ci si compatta in un attimo, più difficile restare uniti in tempo di relativa pace. Mélenchon, il leader dei Socialisti e la segretaria dei Verdi hanno tutti, a caldo, detto che l’obiettivo è realizzare il programma e lavorare per quello. Ma i numeri sono davvero troppo risicati per imporre un piano così connotato a sinistra e farlo in un’Assemblea nazionale così divisa. Dal primo giorno dell’unione del resto, si sa che c’è una sinistra considerata “moderata” che mal sopporta gli estremi de la France Insoumise e che sarebbe pronta a mollarla. Ma per andare a governare con i macroniani? A chi potrebbe fare bene andare a sedere allo stesso tavolo della forza politica del presidente più detestato di sempre? Eppure qualcosa si muove. Gli osservati speciali sono i Socialisti: loro che alle Europee, guidati dal moderato Glucksmann sono risuscitati al 13% (sopra Mélenchon al 9) e che hanno candidato l’ex presidente della Repubblica François Hollande. Proprio l’ex capo dell’Eliseo è uno di quelli che, non a caso, ha usato parole istituzionali per l’unità e il dialogo. E ha incassato la chiamata di complimenti di Macron per l’elezione in Corrèze. Ha negato che sarà lui il primo ministro, ma è in quel campo che si vanno a cercare accordi e mediazioni. Il Nuovo Fronte Popolare però, ha sulle spalle la responsabilità di aver portato a votare una marea di persone e di averlo fatto nel momento più alto di disaffezione. Quella mobilitazione civica li osserverà attentamente per vedere se davvero, votarli per fare “barrage” all’onda nera, è stata la mossa giusta. O ha permesso, di nuovo, a Emmanuel Macron di fare i suoi interessi.

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  • 15:09 - **Musica: Codacons, 'bimba disabile esclusa da concerto Coldplay del 16 luglio all'Olimpico'**

    Roma, 9 lug. (Adnkronos) - "Una bambina disabile, pur avendo acquistato regolare biglietto di ingresso, rischia di rimanere esclusa dal concerto dei Coldplay in programma il prossimo 16 luglio allo stadio Olimpico di Roma". Il caso viene denunciato dal Codacons, a cui la mamma della ragazza si è rivolta per ottenere aiuto. Circa un anno fa, racconta l'associazione, "la donna acquistava sulla piattaforma Ticketmaster due biglietti per il concerto dei Coldplay con l’intenzione di prendervi parte con la figlia, fan del gruppo musicale, e le venivano assegnati due posti alla Tribuna Monte Mario. Nel corso dell’anno, tuttavia, le condizioni della bambina sono peggiorate e, ad oggi, la ragazza per spostarsi necessita della sedia a rotelle".

    La Tribuna Monte Mario, però, "non consente l’ingresso agli utenti su sedia a rotelle, e per tale ragione la madre chiedeva lo spostamento dei posti in Tribuna Tevere, accessibile ai disabili", spiega l'Associazione. "Le veniva tuttavia riferito che, a causa del sold out della Tribuna Tevere, ed in particolare dei posti riservati ai disabili, tale modifica non era possibile. Ad oggi, pertanto, madre e figlia si trovano nell’impossibilità di partecipare al concerto, vicenda che ha portato il Codacons a presentare firmale diffida alla società Ticketmaster Italia srl".

    Nella diffida dell'associazione dei consumatori si legge: "Il diniego opposto all’assegnazione di posti, in sostituzione di quelli prenotati, che siano accessibili e consentano alla bambina di partecipare al concerto, appare del tutto illegittimo. Come noto, infatti, l’ordinamento interno rifiuta qualsiasi tipo di discriminazione basata sulla disabilità. In particolare, l’intera normativa nazionale in materia di disabilità risponde all’esigenza di tutelare la salute del disabile e di contrastare il quanto più possibile discriminazioni ed ostacoli alla sua mobilità e allo sviluppo della sua personalità. Tanto premesso, appare incontrovertibile il diritto dell’utente a partecipare al concerto dei Coldplay, con relativo obbligo per la vostra società di assegnare a lei e a sua madre, in sostituzione di quelli indicati sui biglietti, altri posti idonei (e ciò ancor di più ove di pensi che la disabilità motoria è subentrata da pochi mesi, e dunque successivamente all’acquisto dei biglietti, non essendo prevedibile all’epoca della prenotazione), prevedendo altresì per la madre un posto vicino per consentire l’accompagnamento".

  • 15:03 - Riforme: Pd, 'inutile discutere premierato senza proposta maggioranza su l. elettorale'

    Roma, 9 lug. (Adnkronos) - "La riforma della legge elettorale è un aspetto centrale del premierato. Il nuovo assetto costituzionale, che contrastiamo con forza, non potrà entrare in vigore in assenza di un nuovo modello elettorale. Per questo, il parlamento deve essere messo subito nelle condizioni di conoscere la posizione del governo. Allo stato attuale la discussione non è possibile e dovrebbe essere rinviata in attesa della proposta di modifica della legge elettorale della maggioranza”. Così la capogruppo democratica nella commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, commenta le dichiarazioni della ministra Casellati sulla legge elettorale. “Il governo non ha una linea comune - conclude Bonafè - per il momento abbiamo solo indiscrezioni e elucubrazioni di singoli ministri”.

  • 14:50 - Autonomia: Renzi, 'primo week end di mobilitazione dal 19 al 21, noi ci saremo'

    Roma, 9 lug (Adnkronos) - "Venerdì scorso abbiamo depositato il quesito con le firme in Corte di Cassazione insieme agli altri promotori del referendum. Il primo weekend di mobilitazione voluto dagli organizzatori sarà quello del 19/21 luglio e noi ci saremo. In attesa della fine del tesseramento e delle conseguenti scelte politiche interne che faremo, ho chiesto a tutta Italia Viva di mobilitarsi per organizzare tavolini, banchetti e raccolta firme". Lo annuncia Matteo Renzi nella sua ultima enews.

  • 14:45 - Patuelli rieletto presidente Abi per acclamazione

    Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - Il neoeletto consiglio dell’Abi, che si è riunito oggi dopo l’assemblea annuale, accogliendo l’indicazione unanime formulata dal comitato esecutivo, ha rieletto per acclamazione Antonio Patuelli presidente dell’Abi.

  • 14:34 - Dl sport: Berruto (Pd), 'accantonato emendamento Mulè'

    Roma, 9 lug (Adnkronos) - "Tanto tuonò che non piovve: l’emendamento Mulè sull’autonomia della Lega Calcio, di cui tanto si è parlato, è stato 'accantonato'. Una vera dichiarazione di guerra da parte della Lega di Serie A nei confronti della Federcalcio, una sorta di autonomia differenziata, ma molto peggio, che ha destato l’attenzione della Uefa che minaccia l’esclusione dei club di Serie A dalle competizioni europee". Lo dice il deputato del Pd, responsabile nazionale Sport del partito, Mauro Berruto.

    "Insomma, una dichiarazione di indipendenza clamorosamente pericolosa nel merito e sfacciata nel metodo: un emendamento a un decreto legge che si occupa tra l’altro di temi del tutto estranei. Ora l’emendamento va “ai box” chissà per uscirne con quale maquillage -prosegue-. Immaginiamo servirà prima di tutto un confronto interno a Forza Italia, nella cui squadra giocano il Sen. Lotito, proprietario di un club calcistico di serie A, ma anche il capogruppo alla Camera, l’On. Barelli, presidente di una importante federazione sportiva come la Federnuoto".

    "Non invidiamo la posizione dell’On. Mulè la cui prima firma è su quell’emendamento, né quella del ministro Abodi, che da esperti di equilibrismo troveranno il modo di uscire dall’empasse. Abbiamo invece una certezza: il Partito Democratico denuncerà e si opporrà in tutte le sedi al più esplicito e clamoroso tentativo di spaccare lo sport italiano a favore delle società più ricche (e peraltro non esattamente esemplari e virtuose) a scapito di tutto il resto del mondo sportivo”, conclude.

  • 14:32 - Ue, Patuelli: "Italia sia protagonista nuova Commissione, ruolo economico e vicepresidenza"

    Roma, 9 lug. - (Adnkronos) - "Non basta un’Unione Europea sempre più ampia, ma basata principalmente sull’economia, sulla libera circolazione di persone, merci e denari, sulla Pac e sull’incompleta Unione bancaria che hanno rappresentato i progressi possibili. Non bastano le graduali crescite di importanza delle Istituzioni europee. È sterile criticare la Ue per competenze che i Trattati non le attribuiscono appieno. Occorre trovare lo slancio imposto dai tempi più duri, con una nuova strategia europea, con nuovi Trattati e una vera Costituzione, con norme per la parità concorrenziale nel mercato interno e per lo sviluppo di tutte le aree d’Europa, innanzitutto le svantaggiate come il Mezzogiorno. La ricerca della stabilità finanziaria deve essere sempre inscindibile con gli stimoli allo sviluppo e all’occupazione. L’Italia deve essere fra i protagonisti della nuova Commissione europea, con una importante responsabilità in materia economica e una Vicepresidenza". Così Antonio Patuelli, presidente Abi, nella relazione all’Assemblea 2024 dell’Associazione Bancaria Italiana.--

    "Il completamento dell'Unione bancaria e dei mercati - continua- dei capitali sono priorità da realizzare con un 'disegno centrale', evitando la moltiplicazione delle norme, favorendo la competitività delle banche nella Ue e la prevenzione nelle crisi bancarie, con i Fondi interbancari che debbono essere preferiti alle più costose 'risoluzioni' e a misure come il 'bail in': debbono essere sempre rispettati i risparmiatori e i lavoratori".

    "Fra i più ambiziosi obiettivi strategici per costruire una vera Unione europea, che eviti la concorrenza economica fra gli Stati membri, vi è l’armonizzazione dei sistemi e delle aliquote fiscali. Abbiamo ragione nel sostenere che l’Unione bancaria possibile è quella basata su identiche regole di diritto bancario, finanziario e penale dell’economia, con Testi unici, 'Codici', riforme che non costano che semplifichino, razionalizzino e tolgano disparità nell’Europa e favoriscano le aggregazioni bancarie per la competizione delle banche europee con quelle del resto del mondo".

    "Debbono essere evitate penalizzazioni per chi detiene il debito pubblico", sostiene. L’Abi impronta le attività all’indipendenza, all’autonomia e alla coesione, con forte collegiale trasparenza, con obiettivi sociali di libertà e responsabilità. Lavoriamo spesso controvento, abbiamo subito anche 'errori di diritto', così sentenziati in via definitiva dalle Giurisdizioni della Ue. Abbiamo resistito a fasi di alta ostilità verso le banche: ci guida l’intransigenza morale dei più insigni banchieri, da Raffaele Mattioli a Stefano Siglienti che nel 1945 rifondò l’Abi libera e indipendente, dopo essere stato detenuto in via Tasso e a Regina Coeli dalla quale, ottant’anni fa, riuscì a fuggire, scampando all’eccidio delle Fosse Ardeatine".

    "Nello scorso maggio il Comitato esecutivo dell’Abi ha approvato all’unanimità la consensuale conclusione del rapporto di lavoro del direttore generale Giovanni Sabatini e gli ha espresso vivo ringraziamento per la serietà, l’impegno e la competenza nell’attività svolta dal 2009. Il 30 maggio il Consiglio dell’Abi ha nominato Marco Elio Rottigni nuovo direttore generale: gli rivolgiamo un caloroso benvenuto e i migliori auguri per gli impegnativi compiti".

    "L’Abi -sottolinea- è impegnata nel confronto al Cnel su tutti i fattori di spopolamento di alcune aree d’Italia, su problemi sociali, demografici, infrastrutturali, sanitari, di servizi pubblici e privati sempre più forniti con strumenti tecnologici, e sulle attività bancarie che, con le filiali, normalmente seguono gli andamenti demografici e le attività economiche". Così Antonio Patuelli, presidente Abi, nella relazione all’Assemblea 2024 dell’Associazione Bancaria Italiana.

    ''Quasi un decennio di inediti tassi a zero della Bce, e negativi per i depositi delle banche in Bce, ha prodotto forti cambiamenti nel far banca e nelle mentalità dei cittadini. La lotta all’inflazione ha fatto mutare le politiche delle Banche centrali, riducendo la liquidità: da novembre i tassi di mercato si sono ridotti. Servono banche inclusive e sostenibili, sempre con cospicua liquidità, redditizie e ben capitalizzate, impegnate di continuo nell’innovazione tecnologica per l’efficienza, la sicurezza e a servizio dei clienti''. Sottolinea

    ''Le prospettive della solidità patrimoniale delle banche sono legate alla redditività prospettica che si basa sugli originali modelli di business di ciascuna impresa bancaria -conclude Patuelli-. Le banche hanno assoluta necessità di avere stabilità delle tantissime norme internazionali, europee e nazionali che vanno semplificate: nel 2023 quelle indirizzate alle banche sono state diverse migliaia''.

    ''Abbiamo alle spalle anni durissimi di crisi economiche, finanziarie, bancarie e anche morali, con sforzi continui per ridurre i crediti deteriorati, anche con ogni legittima moratoria sui debiti verso le banche, con costi bancari non ancora esauriti per i salvataggi di banche concorrenti in crisi, con ristori ai risparmiatori da parte del Fondo Interbarcario e del Fir. Il Fondo Europeo di Risoluzione ha raggiunto l’obiettivo di accantonamenti ed è anch’esso costato molto alle banche''. Lo sottolinea il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, in occasione dell'assemblea annuale.

    ''Le banche sono protagoniste nei cambiamenti, con innovazioni e riorganizzazioni per migliorare l’operatività, col costruttivo continuo confronto con le Organizzazioni Sindacali -prosegue Patuelli-. Sempre determinante è il ruolo degli azionisti per rafforzare la solidità patrimoniale, in presenza delle nuove regole dell’Unione bancaria e in preparazione, pur con i vari, importanti miglioramenti introdotti, di alcuni più elevati requisiti patrimoniali di “Basilea 3+” e di quelli per i grandi rischi. La solidità delle banche 'rappresenta un punto di forza per l’intera economia italiana', ha ben detto il Governatore Panetta''.

    ''È fondamentale un’economia più patrimonialmente solida in tutti i settori: chiediamo che venga ripensata l’Ace per favorire le imprese a rafforzare le solidità indispensabili per nuovi investimenti'', conclude Patuelli.

    ''Anche nelle più gravi emergenze le banche e chi vi lavora hanno fatto pienamente il proprio dovere, come in terremoti, alluvioni e nella pandemia dove hanno applicato d’urgenza e con diligenza anche le norme eccezionali per i prestiti garantiti alle imprese, con tutte le regole che non erano sospese, con correttezza ed efficienza anche a tutela degli interessi pubblici. Le banche del domani, che è già oggi, sono tutte in concorrenza, sono e saranno sempre più sostenibili, vigili verso ogni rischio per la salute e per l’ambiente, consapevoli, trasparenti, veloci, interattive ed umane, impegnate per l’educazione e la correttezza finanziaria, per garantire a ciascuno la libertà e la responsabilità di scegliere in quali modalità effettuare ogni tipo di operazioni''.

    ''L’Italia deve sviluppare nuovi progetti per favorire le iniziative economiche e di lavoro dei giovani, non solo per l’acquisto della prima casa, per fornire ai giovani più possibilità di lavoro qualificato, competitive con quelle degli altri Stati europei''.

    ''Il nuovo Contratto Nazionale di Lavoro dei Bancari è basato su lungimiranti consapevolezze, è fortemente innovativo e dinamico nelle garanzie per tutte le lavoratrici e i lavoratori e per le prospettive delle più diverse imprese bancarie. Il Contratto dei Bancari è di alta qualità giuridica e sociale, basato sull’impegno per la legalità e la trasparenza sempre e su pratiche commerciali di corretta concorrenza''.

    ''La corretta informazione, l’educazione finanziaria e al risparmio, ben sviluppata dalla Feduf (la Fondazione promossa dall’Abi con tante adesioni anche non bancarie), la concorrenza e la trasparenza sono i metodi più idonei per favorire le scelte dei consumatori e ridurne i costi, comeanche con il Protocollo sui pagamenti con i Pos -prosegue Patuelli-. Le banche hanno piani industriali diversi, con obiettivi competitivi e metodi concorrenziali, con strutture fisiche e tecnologiche''.

    ''L’Abi è impegnata nel confronto al Cnel su tutti i fattori di spopolamento di alcune aree d’Italia, su problemi sociali, demografici, infrastrutturali, sanitari, di servizi pubblici e privati sempre più forniti con strumenti tecnologici, e sulle attività bancarie che, con le filiali, normalmente seguono gli andamenti demografici e le attività economiche'', conclude Patuelli.

  • 14:27 - Aeroporti: Pd-M5s-Avs chiedono informativa urgente, 'no Malpensa intitolato a Berlusconi'

    Roma, 9 lug (Adnkronos) - Il gruppi del Movimento 5 stelle, del Pd e di Avs hanno chiesto una informativa urgente alla Camera sulla scelta di intitolare l'aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. "Basta revisionismo storico, basta beatificare Silvio Berlusconi, basta far pensare che un aeroporto possa essere crocevia per la fuga di persone che hanno commesso reati fiscali in Italia", ha detto Antonino Iaria, del M5s.

Francia, cosa succede ora dopo le elezioni: il rebus-maggioranza, il nome del premier e la tenuta dell'unità a sinistra - Il Fatto Quotidiano (7) www.adnkronos.com

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